programma del concerto
Antonín Dvořák (1841 – 1904)
Serenata per fiati in Re minore op. 44
Moderato quasi marcia
Minuetto
Andante con moto
Finale
Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 1791)
Divertimento per archi n. 2 in si bemolle maggiore K137
Andante
Allegro di molto
Allegro assai
Divertimento per archi n. 3 in fa maggiore K138
Allegro
Andante
Presto
Direttore Alessandro Pinzauti

La Serenata per 10 strumenti a fiato, violoncello e contrabbasso in re minore op. 44, concepita nel gennaio del 1878, apre un periodo felice nella vita di Antonin Dvoràk sia nell’ambito familiare che dal punto di vista artistico. L’ incremento della sua attività musicale, sia compositiva che esecutiva si concretizza in una di notevole crescita della personalità artistica.
La Serenata op. 44 è articolata in quattro movimenti nei quali le forme classicheggianti, che richiamano gli analoghi modelli in Haydn e Mozart, si combinano mirabilmente con elementi ritmici e melodici del folclore boemo.
Il primo movimento, Moderato quasi marcia, si presenta nel continuo succedersi dei due temi principali: il primo è simmetrico, ben scandito dall’orchestra e «rilanciato» ogni volta dalle rapide scalette di violoncello e contrabbasso. Dopo questo perentorio avvio, si apre subito una parentesi lirico-popolare, con oboi e clarinetti che riprendono dolcemente l’incipit della marcia. Il secondo tema è oggetto di due piccole variazioni ornamentali, la seconda delle quali conduce alla ripresa della marcia. La pagina si conclude con un ultimo accenno al secondo tema.
Il Minuetto successivo è interamente basato su un cullante motivo esposto tre volte con crescente intensità dinamica e sonora: la prima volta (clarinetti, fagotti, corni) in piano, la seconda volta (oboi, con arpeggi di clarinetti e violoncello) in mezzoforte, l’ultima, a tutta orchestra, in forte. Il Trio centrale è una pagina briosa e vivace, di schietta ispirazione popolare, giocata sul vivace trillo dei clarinetti, sostenuto dalle punteggiature ritmiche dei corni e cadenzato ritmicamente dal pizzicato degli archi.
Anche l’Andante con moto è sostanzialmente basato su un unico tema di ispirazione boema, dolce ma nostalgico, esposto da oboi. clarinetti e fagotti. Interessante è qui notare la trasformazione sonora cui va incontro il tema, sempre uguale dal punto di vista del materiale musicale, ma sempre diverso timbricamente perché affidato a soluzioni strumentali nuove.
Il Finale è una pagina travolgente, ricca di vivaci temi di ispirazione popolare e di delicate oasi sonore. Dopo la regolare esposizione dei due temi principali e una breve sezione di elaborazione motivica, un nuovo tema, una sorta di delicata ninnananna esposta da clarinetti e corni, prepara la ripresa del tema di marcia del primo movimento, che giunge all’ascoltatore improvvisa e inaspettata, facendo da trampolino di lancio per la veemente coda finale, nella quale fanno ancora capolino elementi motivici del tema principale.

Il Divertimento K. 137 per soli archi, così come gli altri due Divertimenti che recano i numeri 136 e 138 del catalogo Koechel, fu scritto tra gennaio e marzo del 1772 a Salisburgo (cinque mesi prima della nomina del musicista a Konzertmeister, con 50 fiorini annui di stipendio, alla corte dell’arcivescovo Geronimo di Colloredo) e appartiene quindi alla produzione strumentale di un Mozart sedicenne, che assorbe e assimila esperienze e stili altrui, specialmente della scuola barocca e della sinfonia d’opera italiana. Si tratta di composizioni articolate in tre tempi con Allegri e Andanti alternati, molto vicine al quartetto e alle sinfonie per archi, senza oboi e corni, e destinate ad una esecuzione da tenersi sia all’aria aperta, in un elegante cortile o in un giardino di un palazzo principesco, secondo le abitudini della società feudale e mecenatistica del tempo, e sia in una sala da concerto vera e propria.
L’Andante che apre il Divertimento in si bemolle maggiore si mantiene su un piano di scorrevole cantabilità, privo di sviluppi armonici di particolare ricercatezza, così come vuole lo stile galante e di intrattenimento in un incontro musicale di tono familiare. L’Andante, che è un tempo piuttosto raccolto e si colloca abitualmente al centro della composizione, è in questo caso una introduzione vagamente patetica al brillante e brioso Allegro di molto, di spigliata e fresca musicalità, e allo spumeggiante Allegro assai conclusivo, il cui taglio ritmico si richiama all’opera buffa e verrà ripreso dal compositore nelle sue Nozze di Figaro.
Il Divertimento in fa maggiore K. 138 fu composto tra gennaio e marzo del 1772 e risente dell’influenza stilistica sia dei maestri italiani che di Michael Haydn, con una netta preferenza per il discorso melodico chiaro e scorrevole. Il primo Allegro si apre con un unìsono rievocante i modi dell’opera buffa per la freschezza e la spigliatezza dell’impianto armonico; due sono i temi che si snodano e si intersecano fra di loro e formano l’intelaiatura dello sviluppo secondo un gioco musicale brillante e piacevole. L’Andante è avviato dalla frase cantabile del primo violino su cui si innestano le altre parti con eleganti e nuove figurazioni; ad un certo punto il violoncello espone il suo tema su un accompagnamento sincopato degli altri archi e successivamente c’è un ritorno imprevisto di gusto italiano non alla prima, ma alla seconda frase musicale, leggermente variata negli accordi e nella disposizione armonica. Il finale è un delizioso rondò e il tema particolarmente gaio e spensierato viene esposto attraverso la forma della imitazione tra la viola e il violoncello e ripetuto per ben cinque volte, secondo i moduli ad incastro di scuola tedesca. Un sentimento di fresca e gioiosa cantabilità distingue le amabili ultime battute del Presto di questo Divertimento.
I Divertimenti, come del resto le Cassazioni, le Serenate e le cosiddette musiche notturne, sono legati al gusto settecentesco di far musica insieme e riflettono una identica struttura formale, in cui si alternano movimenti di danza e passaggi solistici e virtuosistici, riservati ad esecutori di talento, ma non necessariamente eccezionali. Per questa ragione i Divertimenti per archi, almeno quelli composti nel 1772, sono musiche di piacevole ascolto, dalla scrittura semplice e lineare e dai giochi armonici chiari e precisi, improntati ad un classicismo sereno e molto equilibrato. Il dato rilevante di questi Divertimenti è la limpidezza e la trasparenza quartettistica del suono e l’omogeneità e la fusione del gruppo strumentale, in ubbidienza alle regole di un discorso musicale accessibile a tutti e senza quei tormenti spirituali e quei risvolti drammatici che pur esistono nell’arte mozartiana.

Alessandro Pinzauti è docente di Direzione d’orchestra presso il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Nato a Roma, compie a Firenze gli studi umanistici e musicali, laureandosi in Lettere moderne con Giorgio Luti e diplomandosi in violino sotto la guida di Sandro Materassi. Studia direzione d’orchestra con Franco Ferrara all’Accademia Musicale Chigiana nel 1979 e nel 1980, e contemporaneamente alla Scuola di Musica di Fiesole con Piero Bellugi ai corsi di Qualificazione Professionale per Orchestra. Giovanissimo frequenta le lezioni di analisi della partitura con Luigi Dallapiccola e successivamente con Romano Pezzati e Luciano Berio che nel 1981 lo fa debuttare come direttore d’orchestra a Radicondoli.
Ha diretto, tra le altre, l’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, l’Orchestra della Toscana, la Camerata Strumentale Città di Prato, l’Orchestra sinfonica nazionale della RAI, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, la London Philharmonic Orchestra, la Chicago Lyric Opera House Orchestra e quelle degli enti lirici di Trieste, Bologna, Genova e Verona, con solisti di fama internazionale. Ha partecipato al Maggio Musicale Fiorentino, al Ravenna Festival, al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, alla Biennale di Venezia.

L’Orchestra Umana Armonia è nata nel gennaio 2024 dalla volontà di un appassionato gruppo di amici di riunirsi per suonare insieme. Da oltre vent’anni, ogni lunedì sera ci trovavamo per affrontare sfide musicali diretti dal coinvolgente entusiasmo di Johanna Knauf che ci aveva affiancati al suo coro Desiderio da Settignano. Siamo cresciuti insieme musicalmente ed umanamente e dopo la scomparsa della nostra direttrice abbiamo deciso di continuare questo percorso certi della sua totale ed entusiastica approvazione.
Abbiamo trovato una nuova sede grazie alla grande generosità della Florence Academy of Art che ci ha offerto un meraviglioso spazio per le prove attraverso l’Associazione Fronde Sonore.
Grazie anche all’ispirazione e alla collaborazione di nuovi direttori che ci stanno accompagnando in questa nuova fase, sperimentiamo diversi approcci a musiche di ogni epoca.
Il rispetto reciproco e l’armonia tra i vari componenti sono da sempre elementi fondamentali dei rapporti tra gli orchestrali.
Accogliamo con piacere ed entusiasmo nuovi membri nell’orchestra nella misura in cui l’organico dei pezzi lo richieda.
A questo concerto hanno partecipato:
ORCHESTRA D’ARCHI
VIOLINO I
Eleonora Lucchi **
Rebecca Bagnoli
Marte Bernaerts
Veronica Denigris
VIOLINO II
Vanessa Chanson*
Letizia Casetta
Marco Fusi
Federico Lavoratti
Cesare Pandolfo
Paolo Santarelli
Brigitte Zehnder
VIOLA
Silvia Paccosi*
Flora Arcamone
Daniele Ostuni
Silvia Poli
Ramiro Sanchez
Paolo Sorgentone
VIOLONCELLO
Chiara Remorini*
Mark Adams
Silvio Galli
Marcello Salveti
Lucia Zucconi
CONTRABBASSO
Fedele Forte*
Andrea Risani
*prima parte
**spalla dell’orchestra
ENSEMBLE DI FIATI
OBOE
Cinzia Marchesani
Sebastian Scimè
CLARINETTO
Franco Corsini
Alissa Egle Ricca
FAGOTTO
Francesco Casini
Alessio Lombardi
CORNO
Franca Codeluppi
David Di Lorenzo
Cecilia Mangini
Arianna Mazzucato
VIOLONCELLO
Catherine Glasser
CONTRABBASSO
Andrea Risani
