PROGRAMMA DI SALA 11 GIUGNO 2025

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programma del concerto

Giuseppe Verdi Preludio dall’Atto I da La Traviata.
Franz Schubert Sinfonia n.8 in Si minore D 758 “Incompiuta
Allegro moderato
Andante con moto
Gabriel Fauré Pavane Op.50

Franz Schubert scrive la sua sinfonia Incompiuta quando le nubi e gli echi rivoluzionari e i risvolti napoleonici non si sono ancora acquietati. Nel 1822 l’Europa è nuovamente attraversata dal sentimento rivoluzionario ma il modo di guardare alle cose è cambiato. Il confortevole “noi’ della rivoluzione francese e dell’illuminismo ha lasciato il posto a un “io” fragile, incerto e tumultuoso. Il romanticismo si affaccia proprio in quel momento nella sensibilità dei compositori e nell’incompiuta di Schubert troviamo un primo e vero tentativo di interpretare questo nuovo modo di sentire. È un lavoro totalmente diverso dai precedenti sinfonici sia di Schubert che degli altri autori che operano a cavallo fra 700 e 800. Neppure Beethoven si spinge così lontano. La scelta della tonalità di impianto del primo movimento è si minore, che come diceva Charpentier, è una tonalità che suggerisce lo stato d’animo della solitudine e della malinconia. Nessun altro compositore ha scritto una sinfonia in Si minore prima di Schubert. Mozart e Beethoven non scrivono neppure una sonata in questa tonalità, forse troppo distante dal loro sentirsi parte attiva di una comunità. Schubert, d’altra parte, ne ha tutti i motivi: nessuna delle sue sinfonie viene eseguita durante la sua vita, ed è costretto a condividere Vienna con un compositore del calibro di Beethoven. Non stupisce quindi che una sinfonia del genere nasca proprio a seguito di una grande crisi compositiva. La volontà di riproporre le strutture del passato cede fin dalle prime battute alla necessità di toccare lidi mai visti prima. Quel sentimento di non completo, di incompiuto, per l’appunto, di qualcosa che basta a se stesso pur sapendo che la tradizione ci chiede di continuare con un terzo e un quarto movimento, sono tutti elementi che richiamano un momento storico in cui determinate scelte, iniziate sotto auspici di libertà, non si sono poi concretizzate davvero, lasciando così il mondo letteralmente incompiuto.

La stessa tonalità non poteva che essere condivisa da Giuseppe Verdi per descrivere la situazione di Violetta nelle prime battute del preludio di Traviata. Pur essendo circondata da una folla di persone, Violetta rimane costantemente sola. Questa solitudine da una parte è inevitabile in un mondo sempre più stretto e soffocante, dall’altra porta con sé elementi di morte, quale in effetti poi sarà il destino della protagonista. L’io non è ancora cosi forte da sopravvivere senza il manto confortevole ma uniformante del noi.

Il sentimento del nuovo che guarda a un passato torna anche nelle pagine del terzo brano della serata: Pavane di Gabriel Fauré. Qui le armonie perdono quella forza di successione tipica del periodo classico per fare spazio invece a dimensioni più intime, raccolte, elegiache. L’ostinato pizzicato di bassi e violini ci ricorda, in un certo senso, che nonostante le vicissitudini storiche in cui l’uomo è da sempre immerso, il tempo scorre in modo costante, e che quella che vediamo è solo una delle realtà possibili.

L’Orchestra Umana Armonia è nata nel gennaio 2024 dalla volontà di un appassionato gruppo di amici di riunirsi per suonare insieme. Da oltre vent’anni, ogni lunedì sera ci trovavamo per affrontare sfide musicali diretti dal coinvolgente entusiasmo di Johanna Knauf che ci aveva affiancati al suo coro Desiderio da Settignano. Siamo cresciuti insieme musicalmente ed umanamente e dopo la scomparsa della nostra direttrice abbiamo deciso di continuare questo percorso certi della sua approvazione.
Abbiamo trovato una nuova sede grazie alla grande generosità della Florence Academy of Art che ci ha offerto un meraviglioso spazio per le prove attraverso l’Associazione Fronde Sonore.
Grazie anche all’ispirazione e alla collaborazione di nuovi direttori che ci stanno accompagnando in questa nuova fase, sperimentiamo diversi approcci a musiche di ogni epoca.
Il rispetto reciproco e l’armonia tra i vari componenti sono da sempre elementi fondamentali dei rapporti tra gli orchestrali.
Accogliamo con piacere ed entusiasmo nuovi membri nell’orchestra nella misura in cui l’organico dei pezzi lo richieda.
A questo concerto hanno partecipato:

Adele Heredi **

Stefano Benetti

Carlotta Bozzone

Elisabetta Costantini

Veronica Denigris

Eleonora Lucchi

Maria Cristina Pezzati

Shizuka Yoshimura

Noemi Celestini*

Vanessa Chanson*

Letizia Casetta

Francesco Faussone

Marco Fusi

Federico Lavoratti

Alice Razzanelli

Brigitte Zehnder

Paolo Sorgentone*

Flora Arcamone

Daniele Ostuni

Silvia Paccosi

Silvia Poli

Ramiro Sanchez

Catherine Glasser*

Enrico Maria Coppola

Mary Forrest

Silvio Galli

Giulio Maddalena

Monica Marchesani

Chiara Remorini

Marcello Salveti

Dario Vettori

Lucia Zucconi

Fedele Forte

Andrea Risani

Joy Domino*

Rosella Ciolli*

Cinzia Marchesani*

Mathilde Ecoiffier

Franco Corsini*

Ivan Buntyj

Francesco Casini*

Alessio Lombardi

Emanuele Bellomo*

Damiano Giani

Roberto Sedoni*

Mario Caringi

Roberto Bongini

Arianna Mazzucato*

Cecilia Mangini*

David Di Lorenzo

Franca Codeluppi

Massimo Lazzeri