

Mercoledì 11 giugno saremo nella Chiesa di St. James a Firenze, in via B.Rucellai 9, alle ore 21 con un nuovo concerto dedicato a grandi musicisti del XIX secolo.

Venerdì 13 giugno alle ore 20.45 in replica nella splendida Pieve di Cornacchiaia a Firenzuola per i festeggiamenti dei 1000 anni della chiesa dedicata a San Giovanni Decollato.

In programma musiche di
Giuseppe Verdi, Preludio dall’Atto I da La Traviata.
Franz Schubert, Sinfonia n.8 in Si minore D 758 “Incompiuta”
Gabriel Fauré, Pavane Op.50

Schubert scrive la sua sinfonia Incompiuta quando le nubi e gli echi rivoluzionari e i risvolti napoleonici non si sono ancora acquietati. Nel 1822 l’Europa è nuovamente attraversata dal sentimento rivoluzionario ma il modo di guardare alle cose è cambiato. Il confortevole “noi’ della rivoluzione francese e dell’illuminismo ha lasciato il posto a un “io” fragile, incerto e tumultuoso. Il romanticismo si affaccia proprio in quel momento nella sensibilità dei compositori e nell’incompiuta di Schubert troviamo un primo e vero tentativo di interpretare questo nuovo modo di sentire. È un lavoro totalmente diverso dai precedenti sinfonici sia di Schubert che degli altri autori che operano a cavallo fra 700 e 800. Neppure Beethoven si spinge così lontano. La scelta della tonalità di impianto del primo movimento è si minore, che come diceva Charpentier, è una tonalità che suggerisce lo stato d’animo della solitudine e della malinconia. Nessun altro compositore ha scritto una sinfonia in Si minore prima di Schubert. Mozart e Beethoven non scrivono neppure una sonata in questa tonalità, forse troppo distante dal loro sentirsi parte attiva di una comunità. Schubert, d’altra parte, ne ha tutti i motivi: nessuna delle sue sinfonie viene eseguita durante la sua vita, ed è costretto a condividere Vienna con un compositore del calibro di Beethoven. Non stupisce quindi che una sinfonia del genere nasca proprio a seguito di una grande crisi compositiva. La volontà di riproporre le strutture del passato cede fin dalle prime battute alla necessità di toccare lidi mai visti prima. Quel sentimento di non completo, di incompiuto, per l’appunto, di qualcosa che basta a se stesso pur sapendo che la tradizione ci chiede di continuare con un terzo e un quarto movimento, sono tutti elementi che richiamano un momento storico in cui determinate scelte, iniziate sotto auspici di libertà, non si sono poi concretizzate davvero, lasciando così il mondo letteralmente incompiuto.

La stessa tonalità non poteva che essere condivisa da Verdi per descrivere la situazione di Violetta nelle prime battute del preludio di Traviata. Pur essendo circondata da una folla di persone, Violetta rimane costantemente sola. Questa solitudine da una parte è inevitabile in un mondo sempre più stretto e soffocante, dall’altra porta con sé elementi di morte, quale in effetti poi sarà il destino della protagonista. L’io non è ancora cosi forte da sopravvivere senza il manto confortevole ma uniformante del noi.

Il sentimento del nuovo che guarda a un passato torna anche nelle pagine del terzo brano della serata: Pavane di Fauré. Qui le armonie perdono quella forza di successione tipica del periodo classico per fare spazio invece a dimensioni più intime, raccolte, elegiache. L’ostinato pizzicato di bassi e violini ci ricorda, in un certo senso, che nonostante le vicissitudini storiche in cui l’uomo è da sempre immerso, il tempo scorre in modo costante, e che quella che vediamo è solo una delle realtà possibili.
Il direttore Valentino Alfredo Zangara

Valentino Alfredo Zangara, dopo essersi diplomato prima in violino col maestro Massimo Nesi, e successivamente in direzione d’orchestra sotto la guida del maestro Alessandro Pinzauti al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, prosegue i suoi studi con i maestri Piero Bellugi, Lior Shambadal, Ennio Nicotra, Vittorio Parisi, Matteo Beltrami e Francesco Lanzillotta. Dal 2015 lavora come direttore e orchestratore all’allestimento dei balli napoleonici per le rievocazioni storiche di Margarita Martinez, che lo portano a esibirsi all’Isola d’Elba, Lucca, Firenze, Bagni di Lucca e Napoli, in collaborazione con l’Atelier de Danse di Firenze e la Jane Austen Society. Nel 2016 fonda l’Orchestra Sinfonica Florentia con la quale programma ogni anno stagioni sinfoniche, operistiche e di musica da camera alla Certosa di Firenze. Collabora quindi con artisti quali Anastasyia Petryshak, Yury Revich ed Erica Piccotti. Dal 2017 lavora con il regista Australiano John Wregg all’allestimento dell’opera di Wolfgang Amadeus Mozart “Bastien und Bastienne” con l’Orchestra Sinfonica Florentia a San Gimignano, Villa Rossi a Lucca e Radda in Chianti. Attualmente gestisce una compagnia d’opera che si appoggia all’Orchestra Sinfonica Florentia in collaborazione con il regista John Wregg e la costumista Margarita Martinez. Ogni anno presentano in Toscana un nuovo titolo d’opera da camera. Nel giugno 2023 ha condotto “La rose de Saint-Fleur” di Offenbach. Ha collaborato come assistente direttore del Maestro Roland Böer, nell’opera “L’Impresario in angustie” di Cimarosa, in occasione dell’edizione 2018 del “Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano”, dirigendo l’ultima recita. È stato invitato come direttore d’orchestra all’edizione 2020 del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, dirigendo “La creation du monde” di Milhaud. È chiamato a dirigere due recite dell’opera “Cendrillon” al Teatro Coccia di Novara, il 12 e il 13 dicembre 2021.Dall’ottobre 2022 è direttore principale del coro Accademia del Diletto e del coro Firenze Vocal Ensemble, dirigendo nel novembre 2022 il “Messiah” di Handel in memoria di Giorgiana Corsini, nella chiesa di Santo Spirito a Firenze. Con questi cori ha allestito diverse produzioni in Toscana del “Gloria” di A. Vilvaldi, del “Requiem in re min” di W. A. Mozart, del “Requiem” di G. Fauré, della “Deutsche messe” di F. Schubert e dell’opera “King Arthur” di Purcell. Tra il 2022 e il 2023 collabora con il Conservatorio L. Cherubini di Firenze come direttore e maestro concertatore nell’allestimento delle opere “Le nozze di Figaro” di W. A. Mozart, “La cambiale di matrimonio” e “L’occasione fa il ladro” di G. Rossini. Nel novembre 2023 ha diretto l’opera “Suor Angelica” e “Gianni Schicchi” di Puccini con l’Orchestra “I Concertisti” a Umbertide e Firenze. Nel dicembre 2023 con il “Coro Accademia del Diletto” e l’“Orchestra Sinfonica Florentia” ha diretto “La Traviata” di G. Verdi, nell’aprile 2024 una produzione di “Rigoletto” e nel giugno 2024 una produzione dell’”Elisir d’amore” di G. Donizetti.Nel novembre 2024 ha allestito e diretto l’integrale del “Requiem in re min” di W. A. Mozart per commemorare la perdita di Vieri Torrigiani Malaspina.Tra gennaio e febbraio 2025 ha lavorato come assistente del M. Roland Böer in un nuovo allestimento dell’opera “Macbeth” di G. Verdi, al Teatro statale di Norimberga.