

Martedì 11 giugno nella bella Chiesa di St. James a Firenze, in via B.Rucellai 9, alle ore 20.30 In programma due brani contemporanei composti nel 2008 dalla nostra amica pianista e compositrice Belinda É. Samari estratti dalla Suite: “Landscapes Within” (Paesaggi Interiori): Asari (Ricerca) e Sosei (Rinascita) diretti per l’occasione dalla giovane direttrice Sara Pace della classe del Maestro Pinzauti del Conservatorio Cherubini di Firenze. Nella seconda parte del concerto la Settima Sinfonia di Beethoven sarà la protagonista. Brano impegnativo che abbiamo avuto modo di studiare ed apprezzare appieno in questi mesi grazie alla giovane ma esperta bacchetta del direttore Tommaso Giannoni sempre della classe di Direzione del Maestro Pinzauti.

Musica come Spazio di Belinda É. Samari Perché le persone si affollano per vedere il Duomo di Firenze? Perché una volta qualcuno ha creduto in uno spazio degno di essere costruito che avrebbe avuto un significato oltre il suo tempo. La musica è spazio. Debussy ha creato spazi incredibili che sono diversi dagli spazi creati da Bach o da Verdi, o da un numero qualsiasi di persone la cui musica suoniamo ancora e ancora nelle nostre sale da concerto. Perché lo facciamo? Perché questi spazi sono stati creati per durare nel tempo, dove possiamo nutrirci, essere ispirati e rinnovati (e molto altro ancora); ed è per questo che li ricreiamo di nuovo. Questi spazi musicali hanno ovviamente una qualità eterna ed è per questo che possiamo ancora avere esperienze potenti al giorno d’oggi, anche se sono state create centinaia di anni fa. Abbiamo gia’ esaurito il potenziale architettonico della musica? Assolutamente no. Ci sono spazi che dobbiamo vivere oggi per ciò che siamo oggi; ne abbiamo bisogno per come il mondo è ora, diverso dal mondo del 18°, 19° o addirittura 20° secolo. Viviamo ancora oggi Le Sacre du Printemps di Stravinsky, ma era principalmente uno spazio in cui le persone nei primi anni del 20° secolo avevano bisogno di vivere per una serie di vari motivi. Credo che il nostro patrimonio sia quello di preservare gli spazi che sono già stati creati e di aggiungervi gli spazi che vengono creati oggi. Quando lo facciamo, allargiamo il territorio della musica, ne arricchiamo il vocabolario e aggiungiamo nuovi colori alla sua tavolozza. E’ per questo che scrivo musica. Non ho la presunzione di mettermi allo stesso piano dei grandi architetti musicali del passato, però se volete, vi invito di cuore di venire a condividere gli spazi che ho costruito.— Belinda
*Belinda É. Samari è un’artista polivante internazionale che vive a Roma.

Tommaso Giannoni Nato a Firenze il 31 luglio del 1999, fin da piccolo viene avvicinato alla musica, frequentando il liceo musicale di Pistoia, la scuola di Musica Pistoese “T. Mabellini” e successivamente il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, dove si diploma in Flauto traverso . Frequenta il biennio di direzione d’orchestra presso lo stesso conservatorio con il Maestro Alessandro Pinzauti e studia composizione. È direttore Musicale dell’ Orchestra Giovanile Emanuele Muzio “OGEM”, dell’ orchestra Umana Armonia e di 4 filarmoniche, Senior e Giovanili, nelle città di Quarrata, Prato e Sesto Fiorentino.
Sinfonia n.7 in la maggiore Op.92 di Ludwig van Beethoven
Poco sostenuto – Vivace
Allegretto
Scherzo Presto – Trio assai meno presto
Allegro con brio

Direttrice
Sara Pace Nata il 27 Novembre 2001, inizia gli studi musicali nel 2008, iscrivendosi alla classe di Pianoforte della M° Francesca Fruzzetti presso la scuola ” Filarmonica G. Verdi” di Montemurlo. Nel 2012 si iscrive alla classe di Solfeggio ed Ear Training dei M° Elvira Muratore e Filippo Umberto Mascii. Nel 2017 entra a far parte della Filarmonica “G. Verdi” come percussionista e, dal 2023, come direttrice sostituita. Dall’anno accademico 2021/22 frequenta il Conservatorio “L. Cherubini” come allieva del M° Pinzauti nella classe di Direzione d’Orchestra.
‘Landscapes Within’ – ‘Paesaggi interiori’ di Belinda É. Samari
4. Asari – Ricerca
9. Sosei – Rinascita

LANDSCAPES WITHIN
Landscapes Within è una suite musicale di 9 composizioni, un viaggio dalla luce ci fa attraversare il buio piu’ profondo per portarci di nuovo alla luce Eseguiremo due brani, ‘Asari (Ricerca)’ e ‘Sosei (Rinascita)’ insieme a un’orchestra che era a sua volta alla ricerca dopo aver attraversato un bivio difficile. Ecco cosa ne hanno detto: “Quando ho sentito parlare per la prima volta di Landscapes Within ho pensato che fosse un esperimento interessante che mi sarebbe piaciuto esplorare. Invece, mi sono trovato in un viaggio interiore meraviglioso, dalla separazione malinconica alla conquista della felicità e dagli orizzonti incerti di qualcosa di nuovo all’abisso di un possibile fallimento. La musica di Belinda è una tavolozza di emozioni che esistono dentro ognuno di noi in attesa di essere ricordate. Dalla purezza del mare blu all’innocenza di biglie trasparenti, questa è stata un’esplorazione di sé stessi con momenti oscuri di solitudine e tocchi luminosi di immortalità. Tra tutto questo Belinda ha composto il cerchio della vita decorato da fiori, farfalle in volo e un arcobaleno di magia”.
LA SETTIMA SINFONIA
Beethoven, Sinfonia 7 op.92 Composta nel 1812 ed eseguita per la prima volta a Vienna nel Dicembre del 1813, la settima sinfonia di Beethoven viene descritta come l’apoteosi della danza nella sua essenza più sublime. La graduale continuità ritmica , percorre tutta la sinfonia creando un crescendo di intensità metrica, che porta all’unicità complessiva, allo slancio vitale. Formata da 4 movimenti, Poco sostenuto – Vivace; Allegretto (la minore); Presto (Fa maggiore); Allegro con brio; la sinfonia si apre con un’introduzione (Poco sostenuto) di largo respiro ed organicamente collegata al prosieguo del primo movimento, ricusando qualsiasi funzione decorativa di preambolo. Lo svolgimento del Vivace (che apparirà di nuovo anche nel Finale), si basa su un gioco di continue tensioni e distensioni armoniche, di repentine alternanze di volumi sonori, di vertiginosi mutamenti di timbro e registro. Tutto l’interesse viene a concentrarsi sulla vitalità ritmica della musica, accentuata dalla varietà tonale e coloristica, mentre l’incalzante pulsare di questo ritmo domina anche lo sviluppo, nell’alternarsi tra archi e fiati. Un accordo di la minore per i fiati apre, e infine conclude, l’Allegretto, che è uno dei movimenti più amati ed ammirati della produzione sinfonica beethoveniana e si fonda quasi integralmente su di un solo modulo ritmico, la cui funzione discorsiva resta sempre prevalente. Ad accrescere il fascino e le seduzioni di questa musica contribuisce anche la cantabilità melodica, intessuta di passione sconsolata, del soggetto principale che si propaga gradatamente a tutta l’orchestra, raggiunge il climax espressivo della piena sonorità per poi decresce e morire. Lo Scherzo (Presto) appare modellato sul consueto schema dell’alternarsi e susseguirsi di piccoli incisi melodici, giochi ritmici e modulativi, improvvisi furori delle varie sezioni strumentali, mentre nel Trio sembra cogliersi l’eco di un motivo di canto popolare religioso dell’Austria meridionale, e tale elemento funge da ritornello della melodia d’assorta e serena compostezza (Presto meno assai) ma anche di sensibilissimo afflato lirico. Il Finale (Allegro con brio) si riallaccia all’incalzare gioioso e all’esaltazione ritmica del primo movimento, imprimendo alla musica un andamento vorticoso. Preannunciato da una marcata pulsazione metrica, l’ultimo movimento della Settima irrompe con un soggetto danzante per prodigarsi in un frenetico tripudio di spunti motivici. Nella parte centrale il quasi indistinto mormorio dei bassi fa crescere man mano la tensione orchestrale coinvolgendo impulsi di slancio e di ascesa, per farli confluire nel vortice fiammeggiante della perorazione conclusiva. L’appello ritmico, ribadito due volte all’inizio, provvede poi imperiosamente a recidere l’atmosfera incantatoria della Settima, dopo aver affermato, ancora una volta, tutto il suo luminoso splendore vitalistico.
Tommaso Giannoni

B.Fantasy Max Klinger 1894
