11 Giugno 2024 – Chiesa di St.James

Martedì 11 giugno nella bella Chiesa di St. James a Firenze, in via B.Rucellai 9, alle ore 20.30 In programma due brani contemporanei composti nel 2008 dalla nostra amica pianista e compositrice Belinda É. Samari estratti dalla Suite: “Landscapes Within” (Paesaggi Interiori): Asari (Ricerca) e Sosei (Rinascita) diretti per l’occasione dalla giovane direttrice Sara Pace della classe del Maestro Pinzauti del Conservatorio Cherubini di Firenze. Nella seconda parte del concerto la Settima Sinfonia di Beethoven sarà la protagonista. Brano impegnativo che abbiamo avuto modo di studiare ed apprezzare appieno in questi mesi grazie alla giovane ma esperta bacchetta del direttore Tommaso Giannoni sempre della classe di Direzione del Maestro Pinzauti.

Belinda E’ Samari Compositrice e solista al pianoforte

*Belinda É. Samari è un’artista polivante internazionale che vive a Roma.

Tommaso Giannoni Direttore

Sinfonia n.7 in la maggiore Op.92 di Ludwig van Beethoven

Poco sostenuto – Vivace

Allegretto

Scherzo Presto – Trio assai meno presto

Allegro con brio

Sara Pace
Direttrice
Pitagora riemerge dagli Inferi 1662 Salvator Rosa

LANDSCAPES WITHIN

Landscapes Within è una suite musicale di 9 composizioni, un viaggio dalla luce ci fa attraversare il buio piu’ profondo per portarci di nuovo alla luce Eseguiremo due brani, ‘Asari (Ricerca)’ e ‘Sosei (Rinascita)’ insieme a un’orchestra che era a sua volta alla ricerca dopo aver attraversato un bivio difficile. Ecco cosa ne hanno detto: “Quando ho sentito parlare per la prima volta di Landscapes Within ho pensato che fosse un esperimento interessante che mi sarebbe piaciuto esplorare. Invece, mi sono trovato in un viaggio interiore meraviglioso, dalla separazione malinconica alla conquista della felicità e dagli orizzonti incerti di qualcosa di nuovo all’abisso di un possibile fallimento. La musica di Belinda è una tavolozza di emozioni che esistono dentro ognuno di noi in attesa di essere ricordate. Dalla purezza del mare blu all’innocenza di biglie trasparenti, questa è stata un’esplorazione di sé stessi con momenti oscuri di solitudine e tocchi luminosi di immortalità. Tra tutto questo Belinda ha composto il cerchio della vita decorato da fiori, farfalle in volo e un arcobaleno di magia”.

LA SETTIMA SINFONIA

Beethoven, Sinfonia 7 op.92 Composta nel 1812 ed eseguita per la prima volta a Vienna nel Dicembre del 1813, la settima sinfonia di Beethoven viene descritta come l’apoteosi della danza nella sua essenza più sublime. La graduale continuità ritmica , percorre tutta la sinfonia creando un crescendo di intensità metrica, che porta all’unicità complessiva, allo slancio vitale. Formata da 4 movimenti, Poco sostenuto – Vivace; Allegretto (la minore); Presto (Fa maggiore); Allegro con brio; la sinfonia si apre con un’introduzione (Poco sostenuto) di largo respiro ed organicamente collegata al prosieguo del primo movimento, ricusando qualsiasi funzione decorativa di preambolo. Lo svolgimento del Vivace (che apparirà di nuovo anche nel Finale), si basa su un gioco di continue tensioni e distensioni armoniche, di repentine alternanze di volumi sonori, di vertiginosi mutamenti di timbro e registro. Tutto l’interesse viene a concentrarsi sulla vitalità ritmica della musica, accentuata dalla varietà tonale e coloristica, mentre l’incalzante pulsare di questo ritmo domina anche lo sviluppo, nell’alternarsi tra archi e fiati. Un accordo di la minore per i fiati apre, e infine conclude, l’Allegretto, che è uno dei movimenti più amati ed ammirati della produzione sinfonica beethoveniana e si fonda quasi integralmente su di un solo modulo ritmico, la cui funzione discorsiva resta sempre prevalente. Ad accrescere il fascino e le seduzioni di questa musica contribuisce anche la cantabilità melodica, intessuta di passione sconsolata, del soggetto principale che si propaga gradatamente a tutta l’orchestra, raggiunge il climax espressivo della piena sonorità per poi decresce e morire. Lo Scherzo (Presto) appare modellato sul consueto schema dell’alternarsi e susseguirsi di piccoli incisi melodici, giochi ritmici e modulativi, improvvisi furori delle varie sezioni strumentali, mentre nel Trio sembra cogliersi l’eco di un motivo di canto popolare religioso dell’Austria meridionale, e tale elemento funge da ritornello della melodia d’assorta e serena compostezza (Presto meno assai) ma anche di sensibilissimo afflato lirico. Il Finale (Allegro con brio) si riallaccia all’incalzare gioioso e all’esaltazione ritmica del primo movimento, imprimendo alla musica un andamento vorticoso. Preannunciato da una marcata pulsazione metrica, l’ultimo movimento della Settima irrompe con un soggetto danzante per prodigarsi in un frenetico tripudio di spunti motivici. Nella parte centrale il quasi indistinto mormorio dei bassi fa crescere man mano la tensione orchestrale coinvolgendo impulsi di slancio e di ascesa, per farli confluire nel vortice fiammeggiante della perorazione conclusiva. L’appello ritmico, ribadito due volte all’inizio, provvede poi imperiosamente a recidere l’atmosfera incantatoria della Settima, dopo aver affermato, ancora una volta, tutto il suo luminoso splendore vitalistico.

Tommaso Giannoni

B.Fantasy Max Klinger 1894